Laboratorio dell’Immaginario nelle relazioni d’aiuto – Edizione “Mondo Psy”: Approfondimento Clinico Psicodiagnostico

Impariamo ad esprimere le emozioni con il laboratorio dell’immaginario
Corso teorico pratico introduttivo

Promotori

Prospettiva Academy in collaborazione con In Prospettiva Associazione Culturale promuove per gli Psicologi e Psicoterapeuti operanti in ambito clinico un corso formativo-laboratoriale sul metodiche immaginative che consentiranno di acquisire strumenti utili a stimolare processi espressivi e creativi, sostenendo lo sviluppo emotivo e relazionale di bambini/ragazzi/adulti.

Che cos’è il laboratorio dell’immaginario?

Il Laboratorio dell’immaginario è una metodica che consente, grazie all’uso dei simboli, l’accesso efficace al mondo degli affetti della persona, per comprenderne le dinamiche relazionali, i modelli operativi interni e il rapporto con il mondo. Tale metodica, riconducibile al modello teorico analitico-immaginativo (Jung, Desoille, Klein, Kohut, Simeti, Fabre), è caratterizzata da processi di attivazione e rielaborazione dell’immaginario. Disegni, fiabe, giochi, drammatizzazioni, musica e stimolazioni di rêveries attraverso l’opera d’arte costituiscono i media simbolici privilegiati attraverso i quali il conduttore entra in contatto con i bisogni, le carenze o le difficoltà del soggetto. Conduttore e partecipante interagiscono in un “campo potenziale” che consentirà a quest’ultimo di sperimentare “nuovi vissuti immaginativi” riparativi e compensativi di situazioni carenziali o di danneggiamento, favorendo un positivo riavvio evolutivo. Il Laboratorio dell’immaginario, utilizzato inizialmente solo in ambito clinico, ha trovato in seguito una valida applicazione anche psico-pedagogica, stimolando lo sviluppo delle capacità espressive e creative e costituendo uno strumento di straordinaria efficacia nel coadiuvare la crescita armoniosa oltre che nella relazione d’aiuto (Simeti, 2010). Per la dimensione ludico-creativa che lo caratterizza, costituisce il linguaggio più idoneo per comunicare con fanciulli e adolescenti, ma anche con adulti che si lascino coinvolgere in attività di partecipazione e co-immaginazione.

Come funziona?

L’immaginario è la lente attraverso la quale guardiamo noi stessi e gli altri ed elaboriamo le nostre rappresentazioni interne; a seconda della sua limpidezza, opacità o deformazione intessiamo le nostre narrative e il nostro rapporto con il mondo. L’immaginario ha una struttura (Durand), una sintassi, che si organizza attraverso immagini simboliche ordinarie o archetipiche (Jung), sintesi di percezioni, emozioni, affetti, cognizioni e tensioni spirituali. I simboli pertanto consentono l’espressione della nostra dimensione più intima e dei vissuti inespressi: non solo le esperienze coscienti, ma i vissuti corporei e le nostre zone d’Ombra prendono forma attraverso colori, ambienti e personaggi, in narrazioni e disegni che esprimono simbolicamente il palcoscenico interiore della persona. Il clinico, grazie all’interazione simbolica con l’immaginario del partecipante, offre maggiori possibilità espressive e creative al soggetto, stimolando motivazione, possibilità relazionali, integrazione delle parti di sé o riattivando processi evolutivi bloccati.

Finalità

Il Corso si propone di rendere i partecipanti in grado di conoscere e di usare gli strumenti operativi per la prevenzione, la progettazione e l’accompagnamento di persone e gruppi in situazioni di disagio sia evolutivo che lavorativo.

Obiettivi

Obiettivi specifici del Laboratorio dell’immaginario sono: introdurre alla struttura e alla logica del simbolismo, individuare temi e metodi per l’esplorazione e la lettura dell’immaginario individuale, fornire le basi per progettare e condurre laboratori dell’immaginario sia in contesti individuali che di gruppo, in vista di un accurato ascolto dei disagi presentati.

Tale percorso si propone, dunque, di fornire al professionista alcune competenze teoriche e applicative di base, utili per prevenire break-down evolutivi e relazionali, per facilitare l’orientamento e il ri-orientamento lavorativo, per individuare nuclei affettivi problematici alla base di disturbi esistenziali, relazionali o di dipendenza.

Destinatari

Il corso di formazione è aperto ai professionisti impegnati nella relazione d’aiuto (psicologi, psicoterapeuti, logopedisti, pedagogisti clinici e neuropsichiatri infantili)

Articolazione didattica

20 ore d’aula per un totale di una 5 giornate formative + 10 ore per studio individuale testi consigliati. Verranno pertanto attestate 30 ore di formazione.

Numero massimo di partecipanti:

15 partecipanti.

Programma Gennaio 2026

Programma di massimaTemi
4 ore Indicativamente il sabato mattina (9.00 -13.00)Introduzione alle metodiche immaginative. Teoria dell’immaginario, i campi dell’immaginario, fantasie immaginative e loro rappresentazioni. Simboli e archetipi. Temi di accoglienza. Il disegno, le sue espansioni, chiavi di lettura. Cosa fare, cosa evitare davanti a un disegno. Lo spazio simbolico. Cosa osservare. Lavoro a piccoli gruppi e/o individuale su problemi e casi didattici con breve presentazione delle conclusioni in sessione plenaria.
4 ore Indicativamente il sabato mattina (9.00 -13.00)Colori ed emozioni: come usare i colori per intercettare affetti e dimensioni psicologiche. Attività immaginative: l’ordine dei colori; colori belli e colori brutti; i mondi colorati; il disegno di un posto bello. L’impatto dei colori sul nostro organismo. I contributi del test di Luscher. Significati soggettivi e culturali dei colori. L’utilizzo del colore: individuare il codice semantico dei bambini.
4 ore Indicativamente il sabato mattina (9.00 -13.00)Attività immaginativa: in viaggio tra spiagge colorate. Incontri, personaggi, storie. Temi di esplorazione e di attivazione immaginativa finalizzati ad indagare la dimensione corporeo-emozionale, la coesione del Sé, i nuclei d’angoscia e i vissuti narcisistici.
4 ore Indicativamente il sabato mattina (9.00 -13.00)Attività immaginativa sull’Ombra. Rapporto ombra/creatività. Eventuali nuclei d’angoscia. Le teorie sull’Ombra in Jung. Processi proiettivi e di integrazione. Lavoro a piccoli gruppi e/o individuale su problemi e casi didattici con breve presentazione delle conclusioni in plenaria.
4 ore Indicativamente il sabato mattina (9.00 -13.00)Attività immaginativa: l’albero diverso. Mito e arte nel Laboratorio dell’Immaginario I simboli della rigenerazione. Simbolismo dell’albero. Processi di catabasi e anabasi. Temi immaginativi compensativi, di ristrutturazione e di riavvio evolutivo. Lavoro a piccoli gruppi e/o individuale su problemi e casi didattici con breve presentazione delle conclusioni in plenaria.

Materiale didattico

Proiezione slides e consegna dispense (slides) predisposte dal relatore. Il materiale per disegno e collage è a carico del partecipante.

Metodologia

Il corso si struttura come un laboratorio, caratterizzato da momenti pratici e approfondimenti teorici. Le lezioni frontali e le esercitazioni pratiche sono finalizzate all’inquadramento teorico dei contenuti, alla definizione metodologica e alla acquisizione di competenze operative e progettuali.

Non sono richieste capacità grafico pittoriche.

Sede e costi:

Prospettiva Centro Clinico – Via Vittime delle Foibe 80 a Noventa Vicentina

Il corso avrà avvio con un numero minimo di 8 partecipanti e massimo di 10 soggetti.

Costo per persona: 250 euro; 50 euro a sessione formativa di 4 ore. Non sono previsti crediti ecm.

Relatrice:

Anita Felisatti, laureata in filosofia e psicologia, esercita la professione di psicologa, ora insegnante in quiescenza. Dal 2007 al 2016 si è formata in metodiche immaginative con il prof. Simeti. Attiva da anni nel campo della formazione scolastica, formatrice ECM, è stata docente a contratto presso il dipartimento di Pedagogia dello IUSVE. E’ autrice del testo La via dei simboli, Franco Angeli, Milano,2024.

Bibliografia consigliata:

Chevalier Jean, Dizionario dei simboli, BUR,Mi, rist.2005

Felisatti Anita, La via dei simboli, Franco Angeli, Mi, 2024

Simeti Francesco, Il laboratorio dell’Immaginario, Libreria Cortina Ed., Vr, 2010

Altri testi utili:

Durand J., Le strutture antropologiche dell’immaginario, Ed. Dedalo, Ba, rist.1996

Eliade M., Trattato di storia delle religioni, Ed Boringhieri, To, IV rist. 1986

Jung C. G, I simboli della trasformazione, Vol.5, Boringhieri, To, rist. 2006

Rodari G., La grammatica della fantasia, EL,Tn, rist.2010

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